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“Il mio primo incontro con Robert è stato molto semplice..stavo cercando degli amici a Brooklyn..avevo vent’anni, avevo lasciato casa e stavo cercando degli amici perché avevo bisogno di un pavimento su cui sdraiarmi e dormire..ma gli amici avevano traslocato….non sapevo cosa fare….c’era un tale che era lì e disse…“vai a chiedere al mio compagno di appartamento….forse lui sa dove sono andati”…mi spostai, andai in una stanza, c’era un piccolo letto di ferro…faceva molto caldo..era estate…e c’era un ragazzo che dormiva..con lunghi capelli a scuri boccoli….rimasi lì a guardarlo…..improvvisamente aprì gli occhi e sorrise….ecco il mio primo incontro con Robert.” (Patti Smith)

Patti Smith e Robert Mapplethorpe erano entrambi appena ventenni  quando furono ritratti da Norman Seef, l’autore di questa foto. Avevano appena conosciuto Seef in un club di New York, il Max’s Kansas City, divenuto in seguito luogo d’incontro di musicisti, poeti, artisti e politici. Seef, inconsciamente lungimirante, propose alla coppia una piccola sessione fotografica…opportunità accettata di buon grado dai due.

“Li trovai affascinanti e accettarono di fare delle foto con me. Vivevo con alcuni amici in un appartamento in W. 72th Street: li fotografai lì, in cucina e nel piccolo studio che avevamo creato in soggiorno. (Norman Seef)

La foto sembra avere un carattere amatoriale anche se la realtà è semplicemente la fase iniziale di ciò che sarà poi lo stile del fotografo; al di là di ogni considerazione tecnica, lo sfondo ricco di particolari legati alla vita di Seef (attrezzature in bella vista e vettovaglie di uso quotidiano) armonizzano perfettamente con l’ostentata trascuratezza tipica della Smith, visibile anche se ritratta in giovane età e così opposta alla successiva straripante presenza scenica. Mapplethorpe ancora non perfettamente cosciente della propria omosessualità, distante anni dalla propria trasformazione, guarda Patti con occhi innamorati. Siamo ancora lontani dalla serie “X Portfolio” per cui è così famoso, ma il seme della verità era solo in attesa di germogliare. A soli sedici anni viene sorpreso a rubare un giornaletto pornografico.

“Pensavo che se avessi potuto in qualche modo renderli arte, se avessi potuto mantenere quella sensazione, avrei creato qualcosa di unicamente mio” (Robert Mapplethorpe)

In rifiuto della propria natura, per anni assume atteggiamenti di virilità ostentata, contraria alla propria natura e fonte di stress, in parte dissipato dall’assunzione di svariate sostanze stupefacenti. La dichiarazione aperta dell’omosessualità di Robert fu il motivo che interruppe il rapporto sentimentale tra i due; quel rapporto che immediatamente si trasformò nell’amicizia sincera che lega tuttora i due, a dispetto della morte di Robert.

«Cerco l’equilibrio tra morte e celebrazione della vita di chi mi ha lasciato, ma continua a vivere in me. Il lutto è troppo debilitante, profondo e pericoloso mentre i ricordi possono essere trasformati in arte». (Patti Smith)

Così continua a vivere il legame tra i due, attraverso il ricordo e le lettere che Patti ancora indirizza al suo Robert: colui che descrive come “mio grande amore ed anima gemella”  e che le scattò “le foto più vere” come quella sulla copertina di Horses, il suo primo album.